Facciamo il solito esempio e partiamo dal fatto che stiamo lavorando su un sito internet di una piccola impresa, che il sito web in questione è stato scritto con un corretto mark-up di linguaggio HTML o PHP e che abbiamo già studiato e inserito negli articoli alcune parole chiave. Bisogna capire come lavorano i motori di ricerca, come spiano e indicizzano le pagine del nostro sito internet. Cerco di spiegarlo in poche parole, senza essere troppo tecnico.
In termini molto semplici, i motori di ricerca raccolgono i dati di un sito web grazie all’invio di un processo chiamato spider o bot che visita il sito internet e memorizza il contenuto nel database del motore di ricerca.
Questi processi seguono i link da una pagina web all'altra per scansionare tutto il sito internet e poterlo memorizzare nel database. Questo processo potrebbe continuare all'infinito. Gli spider sono stati progettati per leggere il contenuto del sito internet come noi leggiamo un giornale. A partire dall'angolo in alto a sinistra e riga per riga.
Se lo spider, mentre scansiona la pagina web, incontra un link che deve seguire (qui entra in ballo il follow – nofollow), invia un altro bot a seguire la pagina linkata e memorizzare il contenuto trovato.
Quello spider adesso viaggerà da solo a scansionare l’intera pagina e se troverà un altro link, invierà un altro bot e così via. Verso l’infinito e oltre. (Citazione dal mio cartone animato preferito).
Questo fa supporre che se esiste un link ad un altro sito, questo verrà sicuramente trovato dai motori di ricerca. Molti SEO infatti affermano che non è necessario inviare il sito internet manualmente ai motori di ricerca perché gli spider sicuramente lo troveranno, ma come dico io, suggerirlo una volta appena il sito internet prende vita, non fa poi tanto male. Quindi facciamolo.
I motori di ricerca hanno una straordinaria capacità di giudicare l'argomento o il tema di cui trattano le pagine web che stanno esaminando, e utilizzano tale capacità per giudicare la pertinenza delle pagine o siti che sono linkati tra loro e reputano importanti i link a siti pertinenti con l’argomento.
Per agevolare il lavoro dei motori di ricerca, uno dei più importanti consigli base dei SEO è quello di fornire percorsi chiari agli spider, un filo logico dal punto A al punto Z. Questo si ottiene facilmente fornendo i link di testo diretti alle pagine più importanti del sito e dal menu di navigazione.
Se il sito internet aziendale è complesso, puoi usare una sitemap o mappa del sito, una pagina html linkata dalla home page, che contenga la struttura ad albero del sito internet, con i link a tutte le pagine del sito internet.
Lo stesso strumento ma in formato XML, questa volta, possiamo offrirlo a Google che accetterà volentieri il “regalo”. Se poi il tuo sito internet è troppo ampio e vuoi che alcune sezioni di questo rimangano “nascoste” ai motori di ricerca, puoi sfruttare il file robots.txt
I file robots.txt spesso sono citati come parte fondamentale di un sito web, ma che spesso i proprietari del sito internet e le piccole imprese che si sono affacciate da poco nel mondo internet, sono scoraggiati da modificare o utilizzare questo file. In realtà, è uno dei modi più veloci e più semplici per rendere il tuo sito internet, appetibile ai motori di ricerca.
Questo file contiene informazioni e “ordini” da impartire ai motori di ricerca per impedirgli di accedere e memorizzare alcune parti del sito internet. Infatti i motori di ricerca, prima di scansionare l’intero sito web cercano questo file, lo leggono e raccolgono le prime informazioni sapendo già cosa dovranno scansionare e cosa no, semplificando il loro lavoro.
Il file robots.txt non è difficile da configurare. Una volta aperto contiene di solito due righe:
User-Agent: *
Disallow:
La prima riga indica quale motore di ricerca deve eseguire i comandi successivi, in questo caso, apponendo un asterisco, tutti. La seconda riga indica quali cartelle o file, il motore di ricerca non deve seguire, in questo caso nessun file è sotto restrizioni.
Se il sito internet è di poche pagine e non c’è niente da “nascondere”, queste due righe sono tutto quello che il file robots deve contenere, altrimenti se il sito internet ha molte directory è possibile utilizzare il file robots.txt per dare alcune istruzioni su quali sono da evitare.
Questa soluzione per esempio potrebbe essere adottata per escludere del contenuto duplicato aggiungendo alla riga Disallow: la cartella da escludere.
Il file robots.tx è semplice da configurare ma va fatto con molta attenzione se non si vuole rischiare di comunicare informazioni sbagliate a Google. Ricordati che il file robot.txt serve per limitare e basta.
Adesso cominciamo a vedere quali sono i primi elementi che un motore di ricerca prende in considerazione di un sito internet.
Il primo elemento che un motore di ricerca esamina è l'URL del sito, ecco perché un’altra regola base del SEO è quella di scrivere URL semplici e leggibili. Lo spider di ricerca registra poi il titolo del sito internet ed esamina il meta tag description. Entrambi questi elementi si trovano nella sezione "head" del codice sorgente.
Come più volte detto i titoli dovrebbero essere scritti utilizzando le parole chiavi di ricerca più forti per centrare gli obbiettivi, sarà proprio il titolo a comparire per primo durante le ricerche sui motori.
Il tag title è uno dei pezzi più importanti del puzzle SEO. Il titolo può essere lungo quanto si vuole, ma solo 62 caratteri verranno mostrati dai motori di ricerca durante i risultati. Quindi usare saggiamente le parole chiave.
L’altro campo che il motore mostrerà agli utenti durante la ricerca sarà la descrizione. I tag description spesso appaiono nei risultati di ricerca insieme ai tag Title. In genere ciò che si vede nelle SERP è il link del titolo cliccabile e sotto il tag description o un frammento del contenuto della pagina. La descrizione viene presa in considerazione dai motori di ricerca, quanto il contenuto di un articolo e se scritta bene diventerà una parte molto importante per invogliare i visitatori a cliccare sul link. Anche il tag Description può essere lunga quanto si vuole, ma i motori di ricerca la taglieranno dopo il 23° carattere.
Dopo aver letto le informazioni che si trovano nella sezione "head" del codice sorgente, gli spider continuano ad esaminare i contenuti del sito internet. Content is the KING, il pezzo fondamentale del puzzle. Come detto prima, gli spider sono come gli occhi umani e leggono da sinistra verso destra e, passatemi il termine si concentrano su un solo argomento alla volta, nel senso che preferiscono le pagine monotematiche.
Ecco perché, altra regola base del SEO suggerisce che, se si hanno più argomenti diversi è consigliabile realizzare più pagine web.
Come occhi umani. Ricordati sempre questa frase. I motori di ricerca sono come occhi umani. Questo ti servirà a capire meglio come scrivere un contenuto. Alcuni esempi di contenuti appetibili ai motori di ricerca e leggibili per gli umani, li puoi trovare nella nostra guida dedicata ai siti internet delle PMI
Il contenuto degli articoli sono la parte più attraente per I motori di ricerca, da questi possono estrapolare tutto quello che vogliono e presentarlo ai “ricercatori”. Scrivere contenuti SEO significa, inserire parole chiave forti e circondarle da altre parole chiave, formando delle frasi di ricerca senza snaturare il testo.
Queste sono veramente le basi del Search Engine Optimization. Partendo da qui si possono cominciare a vedere i primi risultati ed ottenere le prime soddisfazioni.

